
inaspettatamente il noto motore di ricerca Google varca i confini del nostro comune con la sua auto per ampliare gli orizzonti di google street funzione aggiuntiva di google maps quindi tra qualche mese potremmo passeggiare per le strade del nostro comune su internet, un bene anche per i casalesi che vivono fuori.
Se qualcuno è interessato può acquistarlo nella sagrestia della Chiesa Madre da Don Luciano al costo di 6 euro.Il cd contiene 250 foto della festa di San Paolo, il ricavato serirà alla ristrutturazione della Cappella di San Paolo Apostolo.
venerdì 2 ottobre 2009
Google arriva in città
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lunedì 17 agosto 2009
festa della vendemmia: la mia verità
la verita sulla festa della vendemmia.
la festa della vendemmia è stata bloccata perchè non c'è organizzazione, ma no da parte del comitato che ormai stanco chiede aiuto al popolo e a tutti quelli che vogliono far crescere questa festa sempre più, ho sentito parlare di un comitato setta che non permetteva a nessuno di entrarne a far parte ma questo non è assolutamente vero, il comitato formato da 15 persone ha voluto prendersi una pausa, pausa decisa democraticamente da una votazione che ha parlato chiaro: 14 no e un si. Il comitato ha bisogno di forza nuove e spera che bloccando la festa per un anno l'entusiasmo per la festa cresca sempre di più. parlando con un esponente del comitato mi veniva spiegato delle molteplici critiche ricevute a partire dal classico cioè, i casalesi preparano le pietanze e il comitato incassa i soldi, sfatiamo questa orrenda critica, pensiamo a tutto quello che è stato fatto dal comitato per casale: giochi e parco per bambini all'oratorio "AIN KAREM", sono state montate delle panchine al santuario di santa maria, sono stati adottati 2 bambini a nome del popolo di casale,e come se non bastasse il comitato ogni anno ha ringraziato ogni singola famiglia donando un ricordo. Non mettiamo in mezzo la politica perchè non centra niente con la festa, come ho gia spiegato la festa è stata bloccata perchè non c'è organizzazione da parte del popolo casalese, ricordo lo scorso anno mentre giravo per il paese intorno l'una del mattino tra i molti ragazzi ancora festanti il prof Donato Iannotta da solo in piazzetta cercava invano qualcuno che potesse dargli una mano per caricare i vari attrezzi usati nel pomeriggio per la festa.
Parlo da giovane ventenne che crede nelle sue origini e nella sua terra, se davvero vogliamo che questa splendida festa non muoia facciamoci avanti e iniziamo a ragionare con una mente più aperta.
Vogliamo la festa della vendemmia? proroniamoci al comitato siamo giovani e abbiamo le forze e se ci facciamo avanti con un bel gruppo forse riusciremo ad avere questa undicesima edizione nel 2009.
max
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giovedì 7 maggio 2009
lunedì 13 aprile 2009
Nonostante tutto è pasqua
Dopo una settimana dal terribile cataclisma che ha colpito l'acquila la situazione sembra essere di assestamento. La macchina italiana ha funzionato perfettamente ora si spera che questa gente dall'animo forte non venga abbandonata.
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giovedì 2 aprile 2009
discarica scorie radiottive a Sessa Aurunca e inceneritori pericolosi
Acerra, 26 marzo 2009. Dopo il corteo di protesta contro l'inceneritore i cittadini si riuniscono in municipio per organizzarsi per i giorni a venire. Prende la parola un signore che denuncia la prossima apertura di una discarica di scorie radiottive a Sessa Aurunca, al confine tra Campania e Lazio e spiega la pericolosità degli inceneritori presenti in tutta Italia
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domenica 22 marzo 2009
Pubblicato bando per la costruzione di un deposito di scorie radioattive a Sessa Aurunca
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un bando per la costruzione di un deposito di rifiuti radioattivi a Sessa Aurunca, il comune che ospita nel proprio territorio l'ex centrale nucleare del Garigliano.
L'importo del bando della Sogin (la societa' del Tesoro che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari italiani) e' pari a 7,1 milioni di euro. La domanda di partecipazione al bando che prevede un tempi di esecuzione dell'impianto di 540 giorni dovra' pervenire entro il prossimo 10 aprile.
La costruzione del deposito temporaneo per i rifiuti radioattivi era stata gia' prevista nell'ordinanza del 2006 dell'allora commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari, Carlo Jean.
DA RAI NEWS 24
La Costruzione di tale deposito sarebbe il colpo di grazia per il nostro territorio già martoriato dall'emergenza rifiuti.
Il deposito causerà sicuramente una ripida discesa dell'economia della maggior parte dell'alto casertano e del basso Lazio con delle conseguenze di grossa portata,oltre a danneggiare SICURAMENTE noi cittadini che ci troveremo a convivere con la paura del radioattivo.
Si spera che gli amministratori del comune di Sessa Aurunca e di tutti i comuni limitrofi facciano sentire la loro voce e la voce dei cittadini che non ci stanno a dover diventare dinuovo la pattumiera dell'italia, ma questa volta non di rifiuti urbani ma di rifiuti tossici radioattivi, rifiuti prodotti per la maggior parte da industrie del nord.
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giovedì 19 marzo 2009
Carinola: Pompei quattrocentesca
Carinola nasce in età medioevale, intorno al IX secolo, a seguito delle invasioni e delle devastazioni che, fra V ed VIII secolo, colpiscono questa parte dell'Italia. Infatti, gli abitanti delle più antiche "villae rusticae" e di alcuni centri della pianura del Volturno, costretti ad abbandonare le proprie case, individuano nella collina su cui oggi sorge l'abitato gli indispensabili re Casa Marzano costituisce un importante elemento di sintesi che racchiude in se la breve ed intensa vicenda artistica che nel Quattrocento coinvolse Carinola, segnandone profondamente il tratto. Tra gli elementi architettonici di maggior rilievo l'accento va posto sulla corte interna; nel patio, rimasto pressoché integro dopo la degradazione che nel 1943 distrusse gran parte dell'edificio, si concentrano e si sviluppano quei caratteri propri e peculiari che sono alla base de Lo scomparso portale d'ingresso merita poi un discorso a parte; tale opera, che richiama nella tipologia il portale rinascimentale napoletano ad arco depresso, si distacca singolarmente daI resto dell'edificio, invece di chiara impronta catalana (la contraddizione con la porta del primo piano é evidente). E' difficile stabilire se tale elemento di contraddizione sia il segno di maestranze locali che collaborarono alI'opera, sia pure sotto l'infuenza dell'arte catalana o, piuttosto, sia il segno di un affermarsi di quella tendenza rinascimentale toscaneggiante che ormai si andava diifondendo anche nell'Italia meridionale; o, ancora, stia a significare un completamento successivo dell'opera da parte di maestrallze locali, magari sotto la guida dello stesso Jaymo (completamento che comunque no può essere avvenuto oltre il 1458, dato che sull'arco appare la croce dei Marzano e Marino tradi Ferrante nel 1459). Tale elemento di forte contraddizione risconntrabile nel portale d'ingresso non intacca minimamente l'unità stilistica e strutturale dell'intera opera, che resta, sia pure ridotta or Palazzo Novelli Posto al centro della città, è subito visibile a chi percorre il corso principale, sia per la sua posizione che per le caratteristiche finestre, che lo hanno reso celebre, presenti sulla facciata. L'impianto architettonico della fabbrica non è frutto di un disegno organico ma ha subito nel tempo una serie di interventi che ne hanno più volte modificato la struttura fino ad acquisire, forse proprio nel XV secolo, quella attuale che si sviluppa e si articola intorno a due cortili. Circa la disposizione delle finestre, bisogna dire che esse si aprono su tutto il palazzo in numero di otto: due sul lato vescovado, tre sulla facciata principale. una su quella laterale guardante il castello e due sulla parte posteriore dell'edificio. Nella attuale piazza mercato, già centro commerciale ed amministrativo, si osserva questo massiccio ed imponente fabbricato. Dalla metà del XV secolo in avanti si alternarono diversi feudatari, tra cui in particolare: i duchi: Marzano, i baroni Petrucci, i Borgia duchi di Candia, la casata dei Consalvo de Cordova, i Carafa principi di Stigliano e per ultima la famiglia Grillo di Clarafuente. Ai nostri giorni sono rimasti solo alcuni elementi architettonici catalani (finestre) visibili sui ruderi del corpo centrale a più piani al quale si affianca un possente torrione quadrangolare (il maschio con muro a scarpa verso l'antico fossato). L’Annunziata L'edificio, con struttura portante in pietra di tufo e copertura a due falde con capriate in legno, ripropone l'impianto ad aula, con un monumentale arco trionfale a sesto ribassato sostenuto da pilastri polistili, conclusa con un abside quadrata coperta con volta a crociera; da quest'ultima, a destra, si accede alla sagrestia, coperta anch'essa con volta a crociera. Nelle pareti laterali dell'unica navata si aprono pseudocappelle con archi ogivali su piedritti polistili e capitelli a motivi vegetali. Lungo il fianco sinistro, comunicante con la chiesa, si sviluppa un piccolo edificio, costruito presumibilmente sull'area di un preesistente ospedale (il quale si mantenne per più secoli con le rendite elargite in favore dell'Annunziata, di cui è poco posteriore) ed oggi adibito a sede della congregazione della Immacolata Concezione. Esso è formato da due ambienti: il primo coperto con volta a crociera, il secondo con volta a botte lunettata. La chiesa è stata gravemente danneggiata dagli ultimi eventi bellici ma poi restaurata e riaperta al culto fino agli anni ottanta, quando, a seguito dei danni causati dal terremoto, è stata oggetto di nuovi interventi di ristrutturazione e restauro. La basilica di Santa Maria in Foro Claudio, già Santa Maria di Valle d'Oro, è più comunemente conosciuta con il nome di Episcopio e si vuole che risalga ai primi anni della cristianità (IV - V secolo). La costruzione, con muratura portante in tufo grigio locale, è immersa nel verde della campagna circostante e prospetta su uno slargo della stradina campestre che conduce al vicino abitato. L'interno è a tre navate con altrettante absidi a forma semicircolare; due file di sette colonne monolitiche, con capitelli corinzi che reggono archi a pieno centro ma un poco sopraelevati, dividono la navata principale, con copertura a due falde sorrette da capriate in legno, da quelle laterali, con tetto ad una falda. Mentre l'ambiente centrale è illuminato da una serie di quattro monofore poste su entrambi i lati lunghi e da una bifora sovrastante il portale d'ingresso, solo quello laterale sinistro presenta delle piccole aperture. Molto probabilmente sia le pareti che le absidi erano in origine interamente ricoperte di affreschi; purtroppo, ai nostri giorni, sono rimasti solo pochi frammenti lungo le pareti perimetrali e nell'abside mediana (alcuni risalgono all'arte benedettina-bizantineggiante come quelli più noti di S, Angelo in Formis). La Cattedrale di Carinola Di impianto normanno, come del resto il vicino castello baronale, questa importante fabbrica religiosa subì, in un vasto arco di tempo che va dal XI al XVIII secolo, molti interventi che ne mutarono più volte l'aspetto. In seguito al terremoto del 1349, in piena epoca angioina, subì un primo importante intervento di ristrutturazione che si protrasse per circa duecento anni e che portò, fra le altre cose, alla costruzione di un coro poligonale; nel 1400, inoltre, si procedette alla copertura delle navate con volte a crociera ed alla costruzione di un abside con perimetro pentagonale; mentre risale al 1431 la costruzione dell'arco trionfale di chiaro gusto catalano, Nel '700 il loggiato fu modificato ancora una volta con l'apertura, al, di sopra degli archi, di tre balconi facenti parte del palazzo vescovile; e sempre nello stesso secolo fu costruito il campanile con cuspide maiolicata. Infine, sempre nel XVIII secolo, durante i lavori di sostituzione della preesistente pavimentazione maiolicata e la posa del nuovo pavimento, furono scoperte due cappelle con pareti parzialmente affrescateatee un altro ambinte in cui fu ritrovato il basamento dell’antico campanile. Quasi certamente di epoca angioina (1300-1400), esse dovevano formare una teoria lungo tutto il perimetro interno della navata centrale della Cattedrale, conferendo le monumentalità e bellezza. Da un'attenta analisi si può dedurre che il loro numero era senz'altro maggiore in quanto avrebbero dovuto raffigurare almeno: le sette opere di misericordia corporale (dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare i carcerati, visitare gli infermi, seppellire i morti per amore di Dio), i sette vizi capitali (superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, gola, accidia o pigrizia), le tre virtù teologali (Fede, Speranza, Carità).
quisiti di sicurezza e di facilità di difesa.Il tessuto urbano si articola in rapporto ad un asse viario principale e ad arterie secondarie ad esso perpendicolari che definiscono una semplice ossatura a spina di pesce: la più antica è la zona meridionale, cioè quella intorno alla cattedrale ed al vescovado; in seguito, la città si estende verso nord in prosecuzione dell'asse mediano e si conclude, nel punto più elevato del borgo, con un imponente castello. La regolare orditura interna non è condizionata dallo svolgersi della cinta muraria, la quale delimita un caratteristico impianto a fuso seguendo l'andamento topografico ed i dislivelli del terreno. Il passaggio dall'epoca medioevale a quella feudale provoca una sostanziale modifica del tessuto urbano: se prima esso era caratterizzato da una estrema compattezza, in rapporto ai due poli decentrati del Castello e della Cattedrale, le mutate condizioni sociali vedono la necessità delle famiglie feudali di insediarsi all’interno dell’abitato. Ecco, così che nel XV secolo si realizzano opere dai grandi contenuti architettonici, nonchè ricche di elementi decorativi di stile catalano influenezato dal gotico meridionale. L'impianto urbanistico attuale di Carinola è rimasto pressoché lo stesso di quello trasformato alla fine del quattrocento; ne risulta una grande qualità edilizia e monumentale, spesso però resa irriconoscibile dai guasti di terremoti antichi e recenti, dalle distruzioni belliche e, soprattutto, dall un non correto concetto di “conservazione” in cui versa da troppo tempo. Nel complesso, l'abitato di Carinola presenta uniformità e compattezza edilizia corrispondenti alla continuità di una tradizione agricola; prevalgono le case in tufo grigio intonacato, articolate intorno ad un cortile su due piani, con tetti a falde in tegole: a piano terra vi sono depositi, spesso voltati, al piano superiore i vani destinati ad abitazione, coperti con strutture lignee talvolta vivacemente dipinte.
Palazzo Marzano 
ll'arte catalana.
mai ad un rudere, uno dei più fulgidi esempi "dell'arte venuta di Catalogna" presenti nell'Italia meridionale. Casa Marzano, rimasta pressoché integra fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, fu parzialmente distrutta nel 1943 ad opera prima delle truppe tedesche in ritirata che con una carica esplosiva ne minarono la stabilità, e poi di quelle alleate che demolirono le parti pericolanti. Andarono cosi distrutti gli ambienti prospicienti l'attuale via Roma, gran parte del piallo superiore ed il portale d'ingresso, oltre alla rovina di importanti elementi sculturali e decorativi presenti sia al piano terra che al primo piano. Le vicissitudini di questo importante monumento non cessarono con Ia guerra; il forte ciclone che si abbatté sulla Campania nel dicembre del 1974 distrusse la residua copertura dell'edificio e provocò il crollo di parti murarie e sculturali come lo scudo araldico nella chiave di volta dell'arco depresso del loggiato superiore e gran parte dello stesso arco. AI di là di un primo parziale intervento di restauro (risalente ormai al 1939) che portò alla rimozione di una scala costruita all'interno del patio per disimpegnare le varie proprietà, casa Marzano è rimasta, per lungo tempo, abbandonata a se stessa, e solo in questi ultimi anni é tornata, con una serie di restauri, al centro dell'attenzione. 
l'antica Foro Claudio, di cui è stata vescovado fino al 1099, anno in cui il Vescovo Bernardo trasferì la sede vescovile a Carinola.
lio, per volere dell'allora Vescovo S.Bernardo che, con l'edificazione della nuova chiesa, trasferì la sede vescovile da Ventaroli a Carinola.
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FlashGames dedica a tutti i suoi giocatori uno splendido remake in versione multiplayer di uno dei giochi cult più famosi: il Puzzle Bobble.
Sfidatevi l'uno contro l'altro in tempo reale; sparate le vostre bolle colorate verso quelle già presenti nel quadro, cercando di colpire le sfere in modo da formare gruppi di almeno tre bolle dello stesso colore. Realizzate delle COMBO per ottenere dei BONUS per il vostro gioco o dei MALUS da inviare all'avversario per ostacolarlo, create la vostra 'strategia di guera' e difendetevi dagli attacchi del 'nemico'.
Per scambiare quattro chiacchiere potrete utilizzare la chat sotto il gioco... ma ricordate che sarà attiva solo a fine partita!
Per giocare utilizzate le FRECCE destra e sinistra per spostare il cannoncino, la SPACEBAR per sparare le bolle, e la B per usare le palline speciali ottenute dalle combo.

Entrate nella Lobby, create un tavolo o sfidate uno dei giocatori disponibili, poi scegliete il personaggio che meglio vi rappresenta e che il vostro avversario si troverà di fronte durante la partita, e finalmente iniziate la sfida!
L'obiettivo è quello classico del gioco, ossia allineare orizzontalmente, verticalmente o per obliquo, 4 pedine del vostro colore.
Per scambiare quattro chiacchiere col 'nemico' potrete utilizzare la chat sotto il gioco... ma cercate di non distrarvi troppo o perderete la concentrazione! :-)
Per giocare usate il CLICK del MOUSE per selezionare la posizione in cui far cadere la vostra pedina.